Come scegliere le bacchette per la batteria

Come scegliere le bacchette per la batteria
Oggi parliamo di un mondo apparentemente ristretto e di nicchia, ma che nasconde dentro di sé moltissime tipologie e varianti: quello delle bacchette per la batteria.

Questo articolo è rivolto principalmente al neofita, che all’inizio della sua carriera batteristica si trova spesso a dover muoversi, al momento della scelta delle bacchette, fra strane sigle e sequenze di lettere e numeri apparentemente senza significato…
Ecco dunque una sintetica guida che propone una classificazione delle bacchette per batteria in base a caratteristiche e principali utilizzi.

I principali tipi di bacchette per batteria

Esistono molti tipi di bacchette per suonare la batteria: il materiale usato principalmente per la loro costruzione è il noce americano (Hickory), ma troviamo anche delle varianti come l’acero, il bamboo, il carpino, il nylon, il carbonio e…l’acciaio!

Naturalmente ogni materiale produrrà un suono differente (anche se in maniera non determinante) sia a livello timbrico sia a livello di volume: i materiali più teneri come il legno daranno un suono più “caldo” e con minor volume rispetto per esempio al carbonio, che restituisce un suono più potente, ma lievemente più “freddo”. Analoga considerazione si può fare anche per il peso della bacchetta in relazione al volume del colpo: ovviamente più la bacchetta sarà pesante più forte risulterà il colpo.

In sostanza, la scelta dei materiali non viene effettuata solo in base al suono che un determinato tipo di bacchetta produce, ma anche per caratteristiche di resistenza, peso e bilanciamento.

Principali caratteristiche delle bacchette

Le bacchette per la batteria solitamente misurano lunghezze che vanno dai 38 cm ai 41 cm circa. La misura universalmente riconosciuta come standard è la 5A, ma per capire meglio cosa vogliamo dire andiamo a vedere il significato delle sigle che troviamo stampate sui vari modelli.

Caratteristiche delle bacchette per batteria

Il numero

Il numero sta ad indicare la lunghezza della bacchetta, ed è inversamente proporzionale alla lunghezza effettiva della stessa (la 7A è più corta della 5A e così via).

La lettera

La lettera sta ad indicare lo spessore, ed è un valore direttamente proporzionale – ovvero la bacchetta contrassegnata dalla B sarà più grossa della A.
Voglio specificare però che questo in termini generali: c’è da dire che praticamente ogni produttore realizza dei modelli personalizzati che possono presentare delle varianti rispetto agli stessi modelli di un altro marchio…

La punta

La punta della bacchetta può avere molte forme e può essere realizzata in legno o nylon. Le forme più comuni sono: rotonda, ovoidale, a punta, piramidale.

La forma della punta determina il suono generato dal tamburo, ma la differenza più grande tra un tipo di punta e l’altro si sente soprattutto sui piatti (ad esempio una punta in legno farà risultare il suono del piatto più caldo e scuro, mentre la punta in nylon darà l’effetto opposto – ovvero un suono più chiaro e brillante, ma che alcuni batteristi considerano troppo “freddo”).

Il bilanciamento

Il bilanciamento delle bacchette dipende semplicemente dal punto in cui cade il fulcro della bacchetta stessa: esistono bacchette che hanno il peso spostato verso la punta e altre più vicino all’impugnatura.

Questa caratteristica è molto importante perchè determina sia il modo in cui la mano andrà a portare i colpi, sia il tipo di rimbalzo della bacchetta.

Possiamo aggiungere che, in termini molto generali, la bacchetta scelta, essendo un “prolungamento dell’avambraccio” dovrà essere proporzionata all’arto per lunghezza e peso.

Anche il genere musicale che si pratica influenza spesso la scelta della bacchetta: solitamente per il rock e il metal si tende ad utilizzare bacchette più grosse e pesanti, mentre per il jazz si tende ad andare su modelli più leggeri che permettono di avere un maggior controllo sulla dinamica dei colpi.

In ogni caso è sempre consigliabile scegliere solo dopo aver provato più modelli e misure di bacchette, facendosi consigliare da amici o insegnanti quando possibile, ma anche cercando di “percepire” qual è il modello che può fare al caso nostro per peso, dimensioni e bilanciamento.

Mallets e spazzole

I mallets sono delle bacchette generalmente usate in orchestra dai percussionisti, ma che a volte vengono utilizzate anche dai batteristi per ottenere dei suoni particolari dai propri tamburi e piatti.
In sostanza si tratta di bacchette la cui punta è composta da materiali anche molto diversi a seconda del suono che si vuole ottenere e dallo strumento cui sono destinate: si va dal legno, alla gomma, al feltro.

Per esempio, i mallets per piatti sono costituiti da una punta molto soffice per permettere la massima dinamica (per esempio in un crescendo) ed eliminare il fastidioso ticchettio generato dalla punta delle bacchette tradizionali.
Al contrario quelli per timpano o per glockenspiel possono essere dotati di un battente più rigido per ottenere un suono ricco di volume e di “attacco”.

Mallets e spazzole

Le spazzole invece sono delle bacchette composte da un’impugnatura che può essere di plastica, acciaio o legno, alla cui estremità sono fissati dei sottili filamenti di acciaio o plastica.
Sono molto usate nel jazz e producono un suono molto leggero e soffuso, consentendo di creare il classico swing eseguito sul rullante grazie alla sabbiatura della pelle.

Esistono infine le spazzole di legno, ovvero delle bacchette composte da più sezioni cilindriche, anche molto sottili, legate fra di loro: producono un suono simile a quello della bacchetta tradizionale, ma meno potente e nitido.

Spero che questa breve guida per scegliere le bacchette per la batteria vi sia stata d’aiuto. Per vedere qualche esempio di quanto abbiamo argomentato, vi invito a visitare la sezione dello store dedicata alle bacchette, o meglio ancora a passare a trovarci per…un approfondimento pratico!